HomeSentieri › Itinerari poco battuti per veri esploratori: dove camminare lontano dalla folla in Val Pellice
Sentieri

Itinerari poco battuti per veri esploratori: dove camminare lontano dalla folla in Val Pellice

📅 27 Agosto 2026✍️ di Fabio Montaldo⏱️ 4 min di lettura

Vuoi camminare in silenzio, vedere solo camosci e pietraia, e tornare a valle con una traccia nuova sotto gli scarponi? Qui trovi cinque percorsi selezionati in Val Pellice, con dati rapidi e consigli pratici.

In sintesi: 5 itinerari poco battuti, dislivelli tra 600 e 1.400 m, da 3,5 a 9 ore. Terreni vari, dal bosco di larice alle pietraie di alta quota. Meglio tra giugno e ottobre.

Dati rapidi

Itinerario Dislivello Tempo Difficoltà Traffico
Anello Laghi Alta Val Pellice (L. Lungo, Colle Manzol, L. Nero) 1.200–1.400 m 7–9 h EE Basso oltre il rifugio
Cascata del Pis e Alpe Founs (Angrogna) 600–800 m 3,5–5 h E Medio-basso (alto nel tratto iniziale)
Punta Ostanetta da Rorà 900 m 4–5,5 h E Basso
Colle della Gianna dalla Conca del Prà 900–1.050 m 6–7,5 h E/EE Basso
Monte Vandalino per la cresta sud-est 1.050–1.150 m 6–7 h EE Molto basso

Valori indicativi, da adattare a meteo e preparazione. Tratti EE: fondo instabile, pendenze sostenute.

Gli itinerari, punto per punto

1) Anello dei Laghi dell’Alta Val Pellice

Perché è poco battuto: oltre il Rifugio Granero i passi si diradano e tornano il vento e il canto del gracchio.

  • Accesso: Villanova Pellice, salita per la Conca del Prà e deviazione per il Rifugio Granero.
  • Traccia: GTA al Granero – Lago Lungo – risalita al Colle Manzol – discesa al Lago Nero – rientro per sentiero balcone.
  • Punti chiave: pietraie stabili, ometti radi in quota. Attenzione in nebbia.
  • Highlight: luce radente sul Lago Lungo e vista severa verso il Monte Granero.
In sintesi: Anello completo d’alta quota. Acqua ai laghi e al rifugio. Evitare con neve residua.

2) Cascata del Pis e Alpe Founs (Vallone d’Angrogna)

Perché è poco battuto: la folla si ferma alla cascata; sopra, solo prati e vecchi alpeggi.

  • Accesso: località San Lorenzo di Angrogna, comodo parcheggio.
  • Traccia: sentiero segnato alla Cascata del Pis; proseguire su traccia più ripida verso Alpe Founs.
  • Punti chiave: breve tratto scivoloso vicino allo spray della cascata; usare bastoncini.
  • Highlight: fioriture primaverili e rari scorci sul Vandalino.
In sintesi: Uscita agile ma autentica. Ideale a inizio stagione, evitando i weekend affollati.

3) Punta Ostanetta da Rorà

Perché è poco battuto: sentieri locali, segnaletica essenziale, bosco profondo.

  • Accesso: Rorà, frazione montana con storia di cave e stone walls.
  • Traccia: bosco del Fontanone – dorsale erbosa – vetta panoramica.
  • Punti chiave: incroci multipli; utile traccia GPS per scegliere la dorsale migliore.
  • Highlight: vista grandangolare su Val Pellice e pianura cuneese.
In sintesi: Classico “balcone” di media quota. Perfetto per giornate ventose: cresta asciutta e pulita.

4) Colle della Gianna dalla Conca del Prà

Perché è poco battuto: molti si fermano al piano e al Rifugio Jervis; oltre il fondovalle, solitudine.

  • Accesso: Villanova Pellice, ingresso alla Conca del Prà.
  • Traccia: dal Rifugio Jervis si punta al vallone laterale fino al Colle della Gianna.
  • Punti chiave: pietraia finale, segni sbiaditi; meteo stabile indispensabile.
  • Highlight: passaggio storico tra vallate, con vista severa sulle cime di confine.
In sintesi: Salita dal respiro ampio, da evitare con temporali pomeridiani.

5) Monte Vandalino per la cresta sud-est

Perché è poco battuto: itinerario più lungo delle vie normali, ma molto più silenzioso.

  • Accesso: Angrogna, area di Pradeltorno.
  • Traccia: mulattiera – pascoli d’alpe – cresta sud-est fino in vetta.
  • Punti chiave: cresta ripida, fondo a zolle e rocce affioranti; valutare passo e meteo.
  • Highlight: alba in controsole sulla pianura, sagoma del Monviso a ovest.
In sintesi: Itinerario per gambe allenate. Discesa per via normale per evitare stanchezza su cresta.

Quando andare e meteo

  • Periodo ideale: giugno–ottobre. Laghi e colli oltre i 2.400 m possono avere neve fino a inizio estate.
  • Dopo i temporali: pietraie viscide e guadi ingrossati. Partire presto.
  • Autunno: larici dorati e visibilità eccezionale; notti fredde, ghiaccio al mattino.

Attrezzatura e sicurezza

  • Calzature rigide, bastoncini, guscio antivento e strato termico anche d’estate.
  • Orientamento: cartografia 1:25.000 e traccia GPX offline. La segnaletica in quota è essenziale.
  • Acqua: fonti nei paesi e ai rifugi; in quota ricarica solo a laghi e ruscelli (potabilizzare).
  • Tutela: l’area rientra in siti della Rete Natura 2000. Restare sui sentieri, cani al guinzaglio in periodo faunistico sensibile.
  • Riferimenti: gite segnalate su mappe e guide del Club Alpino Italiano.
  • Emergenze: 112. Comunicare l’itinerario a un contatto; batteria carica e powerbank.

Dove fermarsi: rifugi e punti tappa

La valle offre soste sincere e gestori che conoscono ogni pietra.

  • Rifugio Willy Jervis (Conca del Prà): base perfetta per la Gianna e per spezzare gli anelli lunghi.
  • Rifugio Granero (Lago Lungo): porta d’ingresso a Colle Manzol e Laghi superiori.
  • Rifugio Barant: balcone fiorito d’inizio estate, con vista e strade militari storiche.

Verificare aperture stagionali, prenotare nei weekend. Portare contanti: il segnale non sempre c’è.

Note di campo

Ho passato tre estati in rifugio poco distante da qui, tra caffettiere all’alba e badili sui tornanti. Le giornate migliori? Quelle in cui rientrano due escursionisti infangati, felici del vento di cresta e di un incontro con il gipeto. In Val Pellice succede ancora: basta scegliere la linea meno ovvia e ascoltare il terreno.

In sintesi: scegli un itinerario, parti presto, alleggerisci lo zaino, studia l’uscita il giorno prima. La solitudine arriva quando finisce la strada e comincia il ritmo dei passi.

Fabio Montaldo

Fabio ha vissuto tre estati consecutive gestendo un piccolo rifugio sulle Alpi Marittime, dove si è occupato di accoglienza e manutenzione dei sentieri. Da queste esperienze sono nati racconti che intrecciano storia naturale e incontri con escursionisti di passaggio. Ama condividere consigli pratici per chi vuole scoprire la montagna in ogni stagione.