Itinerari poco battuti per veri esploratori: dove camminare lontano dalla folla in Val Pellice

Vuoi camminare in silenzio, vedere solo camosci e pietraia, e tornare a valle con una traccia nuova sotto gli scarponi? Qui trovi cinque percorsi selezionati in Val Pellice, con dati rapidi e consigli pratici.
Dati rapidi
| Itinerario | Dislivello | Tempo | Difficoltà | Traffico |
|---|---|---|---|---|
| Anello Laghi Alta Val Pellice (L. Lungo, Colle Manzol, L. Nero) | 1.200–1.400 m | 7–9 h | EE | Basso oltre il rifugio |
| Cascata del Pis e Alpe Founs (Angrogna) | 600–800 m | 3,5–5 h | E | Medio-basso (alto nel tratto iniziale) |
| Punta Ostanetta da Rorà | 900 m | 4–5,5 h | E | Basso |
| Colle della Gianna dalla Conca del Prà | 900–1.050 m | 6–7,5 h | E/EE | Basso |
| Monte Vandalino per la cresta sud-est | 1.050–1.150 m | 6–7 h | EE | Molto basso |
Valori indicativi, da adattare a meteo e preparazione. Tratti EE: fondo instabile, pendenze sostenute.
Gli itinerari, punto per punto
1) Anello dei Laghi dell’Alta Val Pellice
Perché è poco battuto: oltre il Rifugio Granero i passi si diradano e tornano il vento e il canto del gracchio.
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Escursioni a tema storico-naturalistico in Val Pellice: combinare passione per la natura e memoria locale- Accesso: Villanova Pellice, salita per la Conca del Prà e deviazione per il Rifugio Granero.
- Traccia: GTA al Granero – Lago Lungo – risalita al Colle Manzol – discesa al Lago Nero – rientro per sentiero balcone.
- Punti chiave: pietraie stabili, ometti radi in quota. Attenzione in nebbia.
- Highlight: luce radente sul Lago Lungo e vista severa verso il Monte Granero.
2) Cascata del Pis e Alpe Founs (Vallone d’Angrogna)
Perché è poco battuto: la folla si ferma alla cascata; sopra, solo prati e vecchi alpeggi.
- Accesso: località San Lorenzo di Angrogna, comodo parcheggio.
- Traccia: sentiero segnato alla Cascata del Pis; proseguire su traccia più ripida verso Alpe Founs.
- Punti chiave: breve tratto scivoloso vicino allo spray della cascata; usare bastoncini.
- Highlight: fioriture primaverili e rari scorci sul Vandalino.
3) Punta Ostanetta da Rorà
Perché è poco battuto: sentieri locali, segnaletica essenziale, bosco profondo.
- Accesso: Rorà, frazione montana con storia di cave e stone walls.
- Traccia: bosco del Fontanone – dorsale erbosa – vetta panoramica.
- Punti chiave: incroci multipli; utile traccia GPS per scegliere la dorsale migliore.
- Highlight: vista grandangolare su Val Pellice e pianura cuneese.
4) Colle della Gianna dalla Conca del Prà
Perché è poco battuto: molti si fermano al piano e al Rifugio Jervis; oltre il fondovalle, solitudine.
- Accesso: Villanova Pellice, ingresso alla Conca del Prà.
- Traccia: dal Rifugio Jervis si punta al vallone laterale fino al Colle della Gianna.
- Punti chiave: pietraia finale, segni sbiaditi; meteo stabile indispensabile.
- Highlight: passaggio storico tra vallate, con vista severa sulle cime di confine.
5) Monte Vandalino per la cresta sud-est
Perché è poco battuto: itinerario più lungo delle vie normali, ma molto più silenzioso.
- Accesso: Angrogna, area di Pradeltorno.
- Traccia: mulattiera – pascoli d’alpe – cresta sud-est fino in vetta.
- Punti chiave: cresta ripida, fondo a zolle e rocce affioranti; valutare passo e meteo.
- Highlight: alba in controsole sulla pianura, sagoma del Monviso a ovest.
Quando andare e meteo
- Periodo ideale: giugno–ottobre. Laghi e colli oltre i 2.400 m possono avere neve fino a inizio estate.
- Dopo i temporali: pietraie viscide e guadi ingrossati. Partire presto.
- Autunno: larici dorati e visibilità eccezionale; notti fredde, ghiaccio al mattino.
Attrezzatura e sicurezza
- Calzature rigide, bastoncini, guscio antivento e strato termico anche d’estate.
- Orientamento: cartografia 1:25.000 e traccia GPX offline. La segnaletica in quota è essenziale.
- Acqua: fonti nei paesi e ai rifugi; in quota ricarica solo a laghi e ruscelli (potabilizzare).
- Tutela: l’area rientra in siti della Rete Natura 2000. Restare sui sentieri, cani al guinzaglio in periodo faunistico sensibile.
- Riferimenti: gite segnalate su mappe e guide del Club Alpino Italiano.
- Emergenze: 112. Comunicare l’itinerario a un contatto; batteria carica e powerbank.
Dove fermarsi: rifugi e punti tappa
La valle offre soste sincere e gestori che conoscono ogni pietra.
- Rifugio Willy Jervis (Conca del Prà): base perfetta per la Gianna e per spezzare gli anelli lunghi.
- Rifugio Granero (Lago Lungo): porta d’ingresso a Colle Manzol e Laghi superiori.
- Rifugio Barant: balcone fiorito d’inizio estate, con vista e strade militari storiche.
Verificare aperture stagionali, prenotare nei weekend. Portare contanti: il segnale non sempre c’è.
Note di campo
Ho passato tre estati in rifugio poco distante da qui, tra caffettiere all’alba e badili sui tornanti. Le giornate migliori? Quelle in cui rientrano due escursionisti infangati, felici del vento di cresta e di un incontro con il gipeto. In Val Pellice succede ancora: basta scegliere la linea meno ovvia e ascoltare il terreno.
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